Corrado Domenico Nicolò Antonio Giaquinto nasce a Molfetta nel 1703, da Francesco, sarto napoletano, e da Angela Fontana, quinto di otto figli.

Entra giovanissimo nella bottega del pittore concittadino Saverio Porta (1667 ca – 1725 ca) e, intorno al 1721, si reca a Napoli, dove rimane per circa sei anni, non senza rientri in patria, durante i quali ha modo di approfondire la conoscenza delle opere dei maggiori maestri di quella scuola: Francesco Solimena, Nicola Maria Rossi e Luca Giordano.

Nel 1727 si trasferisce a Roma, centro di maggior prestigio, dove insieme con altri artisti, tra cui Sebastiano Conca, ottiene prestigiosi incarichi nel settore della pittura decorativa. Nella città eterna apre una propria bottega presso ponte Sisto, nella parrocchia di San Giovanni della Malva, con l’allievo Giuseppe Rossi, che è testimone delle nozze del maestro con la romana Caterina Agata Silvestri.

Nel 1733 è invitato a Torino dall’architetto Filippo Juvarra, qui vi aggiunge alla pala di San Giovanni Nepomuceno, di Sebastiano Conca, nella chiesa di San Filippo, le figure della Madonna e di un angelo; intanto decora, nella stessa città, la Villa della Regina con un Trionfo degli dei – andato distrutto durante la seconda guerra mondiale – la Morte di Adone e l’Apollo e Dafne, oltre a eseguire delle Storie dell’Eneide su alcune sovrapporte.

Tornato a Roma nel 1735, perde la moglie Caterina e il neonato figlio Gaspare, per parto prematuro.

Intorno al 1738 a Torino avrebbe completato le opere per la Cappella di San Giuseppe della chiesa di Santa Teresa, l’affresco dell’Assunzione di San Giuseppe e le tele del Riposo in Egitto e del Transito di san Giuseppe, il cui bozzetto è ora custodito nella Galleria Sabauda. Nello stesso anno realizza la pala con la Madonna del Rosario per uno degli altari della chiesa di San Domenico di Molfetta, consacrato nell’anno successivo.

Nel 1739 è nuovamente a Roma ed esegue, per la parrocchiale di Rocca di Papa, l’Assunzione della Vergine, commissionata dal nipote di papa Alessandro VIII, Pietro Ottoboni. Il 3 gennaio 1740 dona all’Accademia di San Luca, di cui è divenuto membro, il bozzetto dell’Immacolata Concezione con il profeta Elia, preparato per la chiesa torinese del Carmine: la tela, commissionata dal marchese Giuseppe Turinetti di Priero, giunse a Torino il 12 luglio 1741. A Roma Giaquinto si occupò anche delle commissioni per Carlo III di Spagna, che gli affidò un dipinto per la chiesa della Trinità degli Spagnoli in via Condotti.
Nel 1743 ottiene la commissione per eseguire due tele di imponenti dimensioni nella basilica romana di Santa Croce in Gerusalemme, raffiguranti la Madonna che presenta sant’Elena e Costantino alla Trinità nel soffitto della navata centrale, e, nella volta del transetto, l’Apparizione della Croce.
Nel 1743 gli viene affidata, insieme a Sebastiano Conca, la decorazione della cappella Ruffo in San Lorenzo in Damaso; Corrado affresca nella volta Mosè che riceve le tavole della Legge e Quattro eroine bibliche nei pennacchi; mentre Conca esegue la pala d’altare. Stilisticamente vicina all’affresco di San Lorenzo in Damaso è la volta con La Religione e le Virtù cardinali dipinta dal Giaquinto in un ambiente dell’appartamento di Giacomo Borghese al secondo piano dell’omonimo palazzo, unico intervento noto del pittore in un palazzo romano.

Il 7 gennaio 1745 il pittore sposa in seconde nozze Gertrude Maggi.

L’anno seguente torna a lavorare nella chiesa di San Nicola dei Lorenesi per la quale dipinge due tele raffiguranti San Nicola salva i naufraghi (perduta, resta il bozzetto nella Pinacoteca Provinciale di Bari) e San Nicola benedice i guerrieri.

Tra il 1744 e il 1747 esegue per la cappella di San Giovanni Battista nella chiesa di San Rocco a Lisbona una Pentecoste (ora a Mafra, Palazzo Nazionale); contemporaneamente realizza la pala per l’altare maggiore della chiesa di San Corrado a Molfetta, raffigurante l’Assunta con i santi Corrado, Nicola, Antonio da Padova, Pietro e Paolo e il vescovo Fabrizio Antonio Salerni (la pala verrà spostata in Cattedrale nel 1785).

L’adesione alla tematica classicista si riscontra anche negli affreschi realizzati per l’abside di Santa Croce in Gerusalemme, dove l’artista torna a lavorare sette anni dopo il suo primo intervento. Commissionati dal cardinale titolare Gioacchino Besozzi e conclusi nel 1752, raffigurano Mosè che eleva il serpente di bronzo e Mosè che fa scaturire l’acqua dalla roccia, e costituiscono il naturale completamento di un programma iconografico unitario che aveva avuto inizio nei dipinti rinascimentali della calotta absidale.

Nel gennaio del 1750 Giaquinto firma un contratto per dipingere la cupola e i pennacchi della cappella di Santa Maria del Popolo nella Cattedrale di Cesena con La genealogia e il trionfo della Vergine. Oltre agli affreschi del Duomo, lontani dalla temperie classicista delle opere romane, il pittore esegue per la città romagnola anche la pala con la Natività della Vergine con san Manzio nella chiesa del Suffragio e quella, perduta, con i santi Elia, Alberto e Maria Maddalena de’ Pazzi per la chiesa dei carmelitani scalzi.

Nel 1753, al culmine della sua fama internazionale, parte per Madrid dove viene nominato “pittore di camera” della corte spagnola e direttore dell’Accademia di San Fernando. Negli stessi anni Giaquinto lavora al palazzo reale della Granja, presso Segovia e alla Basilica di Nostra Signora e di Sant’Antonio a Mafra, in Portogallo.

Torna a Napoli nel 1762 alla corte del figlio di Carlo di Borbone, Ferdinando IV di Borbone. Ultima sua importante commissione fu un ciclo di tele per la distrutta chiesa di San Luigi di Palazzo, da poco restaurata dall’amico Luigi Vanvitelli.

Muore nella città partenopea nel 1766.

I testi sono tratti da:

Gelao, Clara (a cura di), Intorno a Corrado Giaquinto: acquisizioni, donazioni, restauri 1993 – 2004, catalogo della mostra (Bari, Pinacoteca Provinciale “C. Giaquinto”, 20 Novembre 2004 – 27 febbraio 2005), La Bautta, Bari 2004

Meyer, Susanne A., Giaquinto, Corrado in «Dizionario Biografico degli Italiani» vol. LIV, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, Roma 2000, pp. 562-567

Mossetti, Cristina, Traversi, Paola (a cura di), Juvarra a Villa della Regina: le storie di Enea di Corrado Giaquinto, catalogo della mostra, Editris 2000, Torino 2008

www.museodiocesanomolfetta.it


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CORRADO GIAQUINTO